Catalogo

ALFA ROMEO MITO

La MiTo è una vettura compatta a due volumi, che utilizza l’architettura meccanica della Fiat Grande Punto, con la quale condivide alcuni motori, fra i quali il 1.4 T-jet benzina da 155 cavalli della versione Abarth, anche se il risultato complessivo è stato differenziato grazie al design frutto del Centro Stile Alfa Romeo di Arese, chiaramente ispirato alla 8C Competizione. Questo modello, a trazione anteriore, si posiziona nel segmento di mercato B premium.
L’auto ha vinto alcuni premi fra cui l’Auto d’Europa 2009, elargito dall’UIGA.

Articolo Cod.
1. Paraurti anteriore arMT-001
2. minigonne arMT-002
3. Estrattore posteriore arMT-003
4. Spoiler posteriore arMT-2003

ALFA ROMEO 147

Il design della 147, ideato dai due designer Walter Dè Silva e Wolfgang Egger, si caratterizza per il frontale, in cui è riportato il classico trilobo Alfa Romeo dove spicca lo scudo Alfa Romeo centrale, e per la parte posteriore, in configurazione hatchback con ampio portellone.  Nell’ottobre 2004 la vettura è stata sottoposta ad un restyling, ad opera del solo Egger, che ha interessato soprattutto la parte anteriore e posteriore della vettura. La linea è rimasta quasi invariata per quanto riguarda le fiancate; le modifiche hanno riguardato in particolar modo la parte anteriore e, in misura minore, il posteriore: è presente una nuova calandra, ribassata, di maggiori dimensioni e arricchita da fari di nuovo disegno, più classico rispetto ai precedenti. I proiettori, ora a forma di goccia, presentano una palpebra di vetro comprensiva di tre elementi circolari cromati su fondo nero; la presa d’aria sotto al cofano nella prima versione era divisa orizzontalmente, in quella successiva invece presenta una divisione verticale con le parti più esterne che ospitano anche i fendinebbia. L’auto ha vinto alcuni premi fra cui l’Auto d’Europa 2009, elargito dall’UIGA.

Articolo Cod.
1. labbro anteriore ar-001
2. minigonne ar-002
3. SottoParaurti posteriore ar-003
4. alettone posteriore ar-2003
5. modifica cofano ”mod. Wing” uw-001

ALFA ROMEO 147 mod. ”GT”

Nel mese di novembre 2005 nasce la 147 serie 2, con ridotte differenze di contenuto rispetto alle precedenti. L’allestimento Progression a tre porte non ha più lo spoiler di serie, mentre tutti gli allestimenti le Distinctive vengono dotatei dei comandi radio al volante. Anche la versione Exclusive viene aggiornata nell’allestimento, mantenendo le ruote da 17″ e sostituendo tutti i contenuti precedentemente elencati con il Connect Nav+ ed i comandi radio-telefono al volante.

Articolo Cod.
1. paraurti anteriore ar-001-GT
2. minigonne ar-002
3. paraurti posteriore ar-003-GT
4. alettone posteriore ar-2003
5. modifica cofano”mod. MONO” um001

ALFA ROMEO 147 mod. ”4C”

Nel mese di novembre 2005 nasce la 147 serie 2, con ridotte differenze di contenuto rispetto alle precedenti. L’allestimento Progression a tre porte non ha più lo spoiler di serie, mentre tutti gli allestimenti le Distinctive vengono dotatei dei comandi radio al volante. Anche la versione Exclusive viene aggiornata nell’allestimento, mantenendo le ruote da 17″ e sostituendo tutti i contenuti precedentemente elencati con il Connect Nav+ ed i comandi radio-telefono al volante.

Articolo Cod.
1. paraurti anteriore ar-4C-001
2. minigonne ar-4C-002
3. paraurti posteriore ar-4C-003
4. alettone posteriore
“mod. SPORT” ar-4C-2003

AUDI TT

Sin dalla sua apparizione come concept car, la TT ha segnato una pietra miliare nella storia del design automobilistico. La sua linea, con i fianchi bombati, la pressoché totale mancanza di linee tese e il largo uso di alluminio anodizzato, venne considerata innovativa e di grande distacco dagli stilemi dell’epoca. La linea dell’auto, infatti, si inspira notevolmente agli aerei da caccia. Complice il grande apprezzamento da parte del pubblico, la TT è ritenuta – assieme alla A4 – la principale artefice della consacrazione dell’Audi fra i grandi dell’industria automobilistica europea.

Articolo Cod.
1. Paraurti anteriore TT001
2. minigonne TT002
3. Paraurti posteriore TT003
4. alettone posteriore TT2003
5. spoiler lunotto TT2002
6. modifica cofano
”mod. Wing EVO” uw001/EVO

CHRYSLER 300 C

Tipicamente americana nella linea e nei motori di grossa cilindrata, la 300 C è comunque assemblata in Austria dalla Magna-Steyr per il mercato europeo (eccezion fatta per il modello 5.7 V8 e la SRT8 che vengono prodotte a Brampton (Ontario-Canada) e presenta due propulsori di origine Mercedes-Benz, originari della “cugina” tedesca Classe E. La 300 C mostra comunque alcune somiglianze con la Classe E, con cui peraltro condivide anche il Pianale LX, ma è più grande e molto meno costosa.
La 300C è disponibile anche nella versione Touring.

Articolo Cod.
1. labbro anteriore 300C-001

CITROEN C1

Progettata e sviluppata dal gruppo PSA in collaborazione con la Toyota, e presentata all’inizio del 2005 al Salone dell’automobile di Ginevra, la C1 è stata posta in produzione assieme alle altre sue due gemelle che ne sono derivate, ossia la Peugeot 107 e la Toyota Aygo. Come le sue sorelle, la C1 viene prodotta negli stabilimenti TPCA di Kolin, nella Repubblica Ceca.

Articolo Cod.
1. spoiler anteriore C1-001
2. alettone posteriore C1-1018

CITROEN C2 mod.”Gundam”

Sulle prime, la C2 appare più goffa nelle linee, ma è solo un’apparenza, dal momento che è stata in grado invece di dimostrarsi una degna erede di Saxo e AX, anche dal punto di vista stilistico. Le motivazioni che potrebbero far storcere inizialmente il naso stanno nella sua linea, più monovolume che non quella della Saxo, con corpo vettura più alto. In realtà, le forme così particolari della C2 sono state accuratamente studiate per sposare più stili diversi in una sola vettura e accontentare quindi più tipologie di clientela.

Articolo Cod.
1. paraurti anteriore C2G-001
2. minigonne C2-002
3. paraurti posteriore C2G-003
4. spoiler posteriore
“mod.STILE” C2G-2003

CITROEN C2

Alla linea quasi da monovolume si mescolano infatti anche quelle caratteristiche da vettura “cattiva” e votata alla sportività che sono per esempio i passaruota sporgenti, anche nelle versioni di cilindrata più bassa, i paraurti molto compatti che danno un’aria di robustezza all’insieme. Tipico è il frontale massiccio, dal deciso taglio curvilineo, se visto lateralmente, e dotato di grandi fari quadrangolari. Altra caratteristica si ritrova nella vista laterale, dove è molto particolare la discontinuità tra la profilatura dei finestrini anteriori e quella dei finestrini posteriori, ma anche il disegno dei passaruota dal disegno bombato.

Articolo Cod.
1. mascherina anteriore C2G-001/1
2. scudo paraurti anteriore C2-001
3. minigonne C2-002
4. paraurti posteriore C2-003
5. alettone posteriore EVOII C2-2003

CITROEN SAXO

La Saxo fu realizzata sullo stesso pianale della AX, che era anche lo stesso pianale utilizzato per la 106. Le due vetture erano perfino prodotte nella stessa fabbrica di Aulnay. Addirittura alcune parti di carrozzeria erano le stesse per entrambe le vetture. Al lancio, la Saxo era disponibile unicamente in configurazione a 3 porte. Perciò, quando la Saxo entrò in produzione, la sua linea era tutt’altro che innovativa, mantenendosi però sempre più attuale di quella della AX. In particolare, la Saxo tradiva una certa parentela stilistica con la 106 prima serie, specie nella zona posteriore, a causa dei passaruota dal taglio simile, e nella fiancata, a causa di molti lamierati pressoché identici. Nella zona frontale campeggiavano invece i gruppi ottici rettangolari, più sottili di quelli della prima 106 e che, abbinati alla calandra specifica, conferivano alla Saxo un look più personale.

Articolo Cod.
1. mascherina anteriore sx001/1
2. Scudo Paraurti anteriore sx001
3. minigonne sx002
4. SottoParaurti posteriore sx003
5. alettone posteriore sx2003
6. flaps aereodinamici
“mod. GT2” u1101
7. modifica cofano
“mod.WING” uw001

CORVETTE C6

La sesta generazione, o C6, è la versione nata nel 2005. La vettura è ispirata ad una filosofia progettuale che punta ad affinare e migliorare la precedente C5 piuttosto che ad introdurre ulteriori cambiamenti.
I componenti aerodinamici per la Corvette C6 sono realizzati in materiali compositi con l’uso di resine epoxizzate per garantire una leggerezza pari al -25% rispetto all’originale, ma con una resistenza maggiore.
La linea è stata disegnata e creata, come tutti i prodotti della CHD Tuning, direttamente sull’auto come un vestito di alta sartoria.

CORVETTE C5

La quinta generazione della Corvette venne presentata nel 1997 e si concluse con il Model Year 2004. La C5 era un progetto radicalmente rivisto rispetto alle generazione precedente. Caratteristiche salienti di questa generazione sono il telaio ottenuto con nuove tecnologie e la trasmissione spostata nella parte posteriore della vettura,la quale costituiva un blocco unico con il differenziale. Come trasmissione automatica venne scelta quella delle serie precedenti, la 4L60E, mentre per la trasmissione manuale venne scelta la T56 prodotta dalla Borg-Warner. Il risultato fu il miglior telaio delle ultime due generazioni della Corvette e la C5 si dimostrò una vettura migliore sotto ogni aspetto rispetto alla C4.

CORVETTE C5 GT2-X

La quinta generazione della Corvette venne presentata nel 1997 e si concluse con il Model Year 2004. La C5 era un progetto radicalmente rivisto rispetto alle generazione precedente. Caratteristiche salienti di questa generazione sono il telaio ottenuto con nuove tecnologie e la trasmissione spostata nella parte posteriore della vettura,la quale costituiva un blocco unico con il differenziale. Come trasmissione automatica venne scelta quella delle serie precedenti, la 4L60E, mentre per la trasmissione manuale venne scelta la T56 prodotta dalla Borg-Warner. Il risultato fu il miglior telaio delle ultime due generazioni della Corvette e la C5 si dimostrò una vettura migliore sotto ogni aspetto rispetto alla C4.

CORVETTE C4

La tanto attesa quarta generazione della Corvette entrò in produzione nel 1983 come model year 1984 e restò in produzione fino al 1996. Il modello per l’anno 1983 venne realizzato solo in 44 prototipi e non fu mai prodotto in serie. Uno di questi prototipi, il 23°, è esposto al National Corvette Museum di Bowling Green, Kentucky. La C4 fu un modello molto apprezzato per il suo stile pulito e per il suo design aerodinamico. Questa nuova generazione venne completamente rivista, ponendo l’accento sulla maneggevolezza, e solo il motore rimase quello montato sulle serie precedenti. Nel modello coupé venne incorporato un lunotto posteriore, che fungeva anche da portellone, che facilitava le operazioni di carico e scarico della vettura. Furono aggiunte anche nuove pinze freni in alluminio mentre divenne di serie un cruscotto con display digitale di alcuni strumenti.

CORVETTE C3 ’79-’82

La terza generazione della Corvette è conosciuta anche come Mako Shark e venne anch’essa disegnata da Larry Shinoda. La C3 iniziò nel 1968 per concludersi nel 1982. Lo stile di questa vettura si dimostrò molto innovativo.
Nel 1969 la General Motors portò la cilindrata del suo motore Small-block a 5,7 L (350n3) e l’anno successivo il motore da 7 L fu portato a 7,4 L (454n3). Sempre nel 1970 il motore LT-1 toccava i 370 hp (276 kW) mentre nel 1971 il 7,4 L arrivò a 425 hp (317 kW). Con questi motori si toccarono gli apici massimi della potenza. Poi i motori divennero sempre meno potenti. Questo era dovuto sia all’adozione da parte della Chevrolet della normativa SAE, come standard di misurazione di questo valore, come all’introduzione della benzina senza piombo, dei catalizzatori e delle norme sul controllo delle emissioni. Nel 1975 il motore L82 erogava 165 hp (123 kW) mentre il motore L82, disponibile come optional, ne produceva 205 (153 kW). Nel 1982 il motore L83 che equipaggiava le C3 sviluppava 200 hp (149 kW). Questi valori rimasero sostanzialmente stabili per un lungo periodo.

CAMARO

Sulla base della Camaro Concept del 2006 e della Camaro Convertible Concept del 2007, la produzione della quinta generazione Camaro è stata approvata il 10 agosto 2006. La fabbrica canadese del gruppo General Motors ne ha cominciato la produzione il 16 marzo 2009 come “model year” 2010.

FIAT COUPE’

Disegnata da Chris Bangle (a quel tempo al centro stile Fiat) e dal centro stile Pininfarina[2] (principale curatore degli interni), la Fiat Coupé è una vettura sportiva il cui telaio è basato sul progetto VSS detto Tipo 2[3], un telaio utilizzato su vari modelli del gruppo Fiat tra cui Fiat Tipo e Bravo, Alfa Romeo GTV, 155, Lancia Delta seconda serie e altri modelli. In previsione dell’installazione di potenti motori in fase di sviluppo, il telaio fu opportunamente rinforzato. Veniva offerta in diverse motorizzazioni, esclusivamente a benzina, da 1.800 cm³ a 2.000 cm³, anche in versione turbo. La vettura era assemblata dalla Pininfarina all’interno dei propri stabilimenti. I motori erano situati in posizione trasversale, la trazione era sulle ruote anteriori e il cambio era disponibile inizialmente a 5 marce successivamente a 6.

Articolo Cod.
1. mascherina anteriore F C-001/1
2. paraurti anteriore F C-001
3. minigonne F C-002
4. SottoParaurti posteriore F C-003
5. alettone posteriore EVO F C-2003

FIAT 600

Con una linea più morbida, dimensioni leggermente aumentate ed interni completamente rinnovati, ha sostituito la Fiat Cinquecento, dalla quale ha ereditato il pianale e numerosi organi meccanici. Rispetto alla progenitrice è stata resa più rigida la cassa dell’abitacolo, con interventi nella zona del montante e del passaruota anteriore, aumentata la rigidezza strutturale della scocca (portata a circa 50.000 kg·m/radiante); quest’ultimo risultato è stato ottenuto anche grazie al parabrezza incollato, anziché solamente calzato come sulla Cinquecento, e all’ottimizzazione delle sospensioni del motore sui longheroni. Anche le sospensioni, pur conservando gli stessi schemi, sono state riviste nella geometria, negli elementi elastici, nelle tarature e nei punti di attacco.

Articolo Cod.
1. Spoiler anteriore 600-001
2. Minigonne 600-002
3. SottoParaurti posteriore 600-003

FIAT 500

La carrozzeria di forma arrotondata è lunga 3,55 metri ovvero 25 centimetri più del prototipo è ciò ha permesso una configurazione dell’abitacolo come quattro posti e non 3+1; la larghezza è di 1,65 metri per un’altezza pari a 1,49 metri con il passo di 2,30. Il design è un’evoluzione del tema introdotto dal Trepiùno, il frontale con i doppi fari circolari possiede il marchio incastonato tra due baffi cromati, nella parte bassa del paraurti troviamo una presa d’aria che ingloba i fendinebbia (proposti a seconda delle versioni di serie o a pagamento). La fiancata presenta i passaruota leggermente bombati e gli specchi retrovisori con guscio anche cromato come la cornice di base dei finestrini, infine la coda con un lunotto di piccole dimensioni, fascione cromato sul paraurti e il copritarga sporgente che si ispira alla vecchia 500.

Articolo Cod.
1. Cover cofano motore 500-001/1
2. Paraurti anteriore 500-001
3. Minigonne 500-002
4. Paraurti posteriore 500-003
5. Alettone posteriore 500-2003

FIAT STILO

FIAT STILO TRIBE

FIAT STILO DIABLO

La Stilo viene da subito proposta in due varianti di carrozzeria, differenti tra loro nella parte posteriore: più slanciata e sportiva la 3 porte, più “familiare” la 5 porte, caratterizzata tra l’altro da una altezza superiore alla media, che la avvicina per versatilità alle monovolume di classe media (come, per esempio, la Renault Scénic). Inizialmente i motori disponibili sono tre unità a benzina (1.600 cc 16 valvole da 103 cavalli, 1.800 cc 16 valvole da 133 cavalli e 2.400 20 valvole da 170 cavalli per l’allestimento sportivo Abarth) e una a gasolio (il turbodiesel 1.900 cc JTD da 116 cavalli).

Articolo Cod.
1. mascherina anteriore ST-001/1
2. labbro anteriore ST-001
3. Paraurti anteriore ST-001/B
4. minigonne ST-002
5. SottoParaurti posteriore ST-003
6. Paraurti posteriore ST-003/B
7. alettone posteriore ST-2003
8. modifica cofano “mod. DIABLO 2” U -2101
9. modifica cofano “mod. TRIBE” U-1100T

FIAT PUNTO 1

La prima presentazione della Punto risale al Salone dell’automobile di Francoforte del 1993 quale erede della Fiat Uno, ed era disegnata da Giorgetto Giugiaro. Rispetto alla sua progenitrice, la lunghezza era stata aumentata di 7 cm giungendo ai 376 della Punto, l’altezza a 145 (4 cm in più) e la larghezza a 162 (quasi 7 in più della Uno). L’accoglienza della critica e del pubblico furono in ogni caso molto positive e la Punto riuscì ad aggiudicarsi nell’anno 1995 l’ambito titolo di Auto dell’anno. In quell’anno risultò essere anche l’auto più venduta in Italia sia nella versione a benzina che diesel, dopo aver venduto nel primo anno di commercializzazione, tra il 1993 e il 1994, circa 640.000 unità. Ha raggiunto il traguardo di un milione e mezzo di auto vendute in appena un anno e mezzo di vendite.

Articolo Cod.
1. Cover cofano motore
“mod. Diablo” PT-001
2. labbro anteriore PT-002
3. SottoParaurti posteriore PT-003
4. SottoParaurti
posteriore EVO PT-003 EVO
5. minigonne PT-004
6. minigonne EVO PT-004 EVO
7. alettone posteriore
“mod. TWIN L” PT-1024
8. alettone posteriore
“mod. Design” PT-2003
9. flaps aerodinamici
“mod. Design” U -2102
10. flaps aerodinamici
“mod. GT2” U -1101

FIAT PUNTO 2

FIAT PUNTO EVO VERSION

FIAT PUNTO DESIGN VERSION

FIAT PUNTO GT VERSION

Nel settembre 1999, in occasione dei 100 anni di casa Fiat, viene presentata alla stampa la seconda serie, con una linea più spigolosa e moderna, prima utilitaria al mondo a ricevere 4 stelle al prestigioso crash-test EuroNCAP, registrando un notevole miglioramento rispetto al modello precedente.

Articolo Cod.
1. Cover cofano motore
“mod. Diablo” PT-99-1/1
2. lama SottoParaurti
anteriore PT-2100
3. labbro anteriore PT-99-1
4. paraurti anteriore PT-99-1B
5. minigonne PT-99-2
6. kit Paraurti frontale
(3 prese d’aria) PT-99-3
7. SottoParaurti posteriore PT-99-4
8. paraurti posteriore PT-99-4B
9. alettone posteriore EVO PT-99-2003
10. flaps aerodinamici
“mod.design” U -2102
11. Flaps aerodinamici
“mod. GT2” U -1101
12. Alettone posteriore “Twin” PT-1018

FIAT PUNTO 3

Le novità non furono solo nell’estetica (nuovi gruppi ottici con fendinebbia ora separati, inedita mascherina anteriore, vari dettagli di carrozzeria e dell’interno) ma anche nella meccanica. Ai motori si aggiunsero un nuovo 1.4 Fire 16v da 95cv con relativa versione Sporting, mentre per quanto riguarda i diesel esordì il 1.3 Multijet con 69cv di potenza che univa valide prestazioni a consumi irrisori. Il sistema Multijet venne adottato anche sul 1.9 JTD, che erogava 101cv.

Articolo Cod.
1. lama SottoParaurti
anteriore PT-2100
2. mascherina anteriore PT-03-001/1
3. Paraurti anteriore PT-03-001
4. minigonne PT-03-002
5. paraurti posteriore PT-03-003
6. alettone posteriore EVO PT-03-2003
7. modifica cofano
“mod. WING EVO” U W-001/EVO

FIAT PUNTO 3 mod. ”Superturismo”

Le novità non furono solo nell’estetica (nuovi gruppi ottici con fendinebbia ora separati, inedita mascherina anteriore, vari dettagli di carrozzeria e dell’interno) ma anche nella meccanica. Ai motori si aggiunsero un nuovo 1.4 Fire 16v da 95cv con relativa versione Sporting, mentre per quanto riguarda i diesel esordì il 1.3 Multijet con 69cv di potenza che univa valide prestazioni a consumi irrisori. Il sistema Multijet venne adottato anche sul 1.9 JTD, che erogava 101cv.

Articolo Cod.
1. mascherina anteriore PT-03-001/1
2. Paraurti anteriore PT-03-001/B
3. minigonne PT-03-002/B
4. paraurti posteriore PT-03-003/B
5. alettone posteriore PT-03-2003/B

FIAT GRANDE PUNTO

La Grande Punto nasce dal Progetto 199 frutto della collaborazione tra il gruppo torinese e gli americani di General Motors; il telaio di base è stato sviluppato a partire dal 2002 da un team di ingegneri del marchio Fiat ed Opel presso gli stabilimenti di Torino. Il pianale SCCS (acronimo di Small Common Components Systems) che funge da base adotta sospensioni a ruote indipendenti all’avantreno configurate come MacPherson mentre al retrotreno un più convenzionale schema a ruote interconnesse da un ponte torcente in grado di coniugare bassi costi di produzione e un maggiore spazio per il vano bagagli grazie alle dimensioni compatte di questo schema. L’impianto frenante sfrutta dei dischi autoventilati all’anteriore mentre al posteriore sono disponibili i classici tamburi per le versioni base, mentre le versioni di punta sono equipaggiate anch’esse con dei freni a disco.

Articolo Cod.
1. Paraurti anteriore PTG-001/B
2. minigonne PTG-002
3. Paraurti posteriore PTG-003/B
4. alettone posteriore PTG-2003
5. SottoParaurti posteriore PTG-003
6. mascherina anteriore PTG-001/1
7. spoiler anteriore PTG-001

FIAT GRANDE PUNTO

FIAT GRANDE PUNTO EVO VERSION

FIAT GRANDE PUNTO L.E.
(serie limitata)

La Grande Punto nasce dal Progetto 199 frutto della collaborazione tra il gruppo torinese e gli americani di General Motors; il telaio di base è stato sviluppato a partire dal 2002 da un team di ingegneri del marchio Fiat ed Opel presso gli stabilimenti di Torino. Il pianale SCCS (acronimo di Small Common Components Systems) che funge da base adotta sospensioni a ruote indipendenti all’avantreno configurate come MacPherson mentre al retrotreno un più convenzionale schema a ruote interconnesse da un ponte torcente in grado di coniugare bassi costi di produzione e un maggiore spazio per il vano bagagli grazie alle dimensioni compatte di questo schema. L’impianto frenante sfrutta dei dischi autoventilati all’anteriore mentre al posteriore sono disponibili i classici tamburi per le versioni base, mentre le versioni di punta sono equipaggiate anch’esse con dei freni a disco.

Articolo Cod.
1. Cover cofano motore
mod. “TRIBE” PTG-1100T
Kit completo mod.
“LOX 29 TH” PTG-029 L.E
(vendibile solo completo)

FORD PUMA

La Ford Puma è una coupé di classe media prodotta dalla casa automobilistica Ford nei suoi stabilimenti tedeschi di Colonia dal 1997 al 2002 esclusivamente per il mercato europeo.
Il pianale è lo stesso della Ford Fiesta terza serie entrata in produzione nel 1996 e il suo design segue la corrente del New Edge inaugurato alla fine di quell’anno dalla Ford Ka (seppure in forme meno accentuate).

Articolo Cod.
1. labbro anteriore A P-01
2. dam posteriori P-02
3. minigonne P-03
4. palpebre coprifaro P-04
5. alettone posteriore
“MOON EVO” OT-2003

HONDA CIVIC ’92
HONDA CIVIC ’92

HONDA CIVIC ’92 EVO VERSION

La Civic di V generazione (EG6) vede un modesto aumento delle dimensioni esterne, ma un consistente ammodernamento delle linee generali che si fanno più morbide ma anche più aggressive. Alla classica versione hatchback si affiancano le versioni coupé, berlina e roadster (con l’inedita derivata denominata CRX Del Sol).

Articolo Cod.
1. labbro anteriore HC-001
2. paraurti anteriore HC-001B
3. minigonne HC-002
4. dam posteriori HC-003
5. alettone posteriore
“mod. Wing” W-2100
6. modifica cofano
“mod. Wing” U W-001

HONDA CIVIC ’96

La VI generazione vedeva in commercio due modelli ben differenti, la serie EK di produzione giapponese e la serie MB di produzione inglese. La serie MB veniva prodotta negli stabilimenti inglesi di Swindon, grazie ad una joint venture con la Rover. La serie MB si differenziava molto a livello estetico rispetto alla serie EK e nel 1998 vede il debutto della versione station wagon Aerodeck.

Articolo Cod.
1. labbro anteriore DTM* HC-001-96R
2. paraurti anteriore HC-001-96
3. minigonne HC-002-96
4. Paraurti posteriore HC-003-96
5. spoiler posteriore
“mod. STILE” HC-2003-96
6. modifica cofano
“mod. WING EVO” U W-001/EVO
* solo restyling dal ‘99 al ‘01

HONDA CIVIC 2006 mod. ‘SS”

Se si vuol avere una conferma del fatto che le maggiori critiche alla VII generazione della Honda Civic erano probabilmente da imputare alla linea troppo “monovolumeggiante”, basta guardare all’impostazione stilistica che la Honda ha conferito alla VIII generazione della sua segmento C: il design degli esterni (e ancor più quello degli interni) risultano innovativi e sportiveggianti, secondo linee guida che esprimono fin dal primo contatto la sua provenienza giapponese.

Articolo Cod.
1. modifica cofano mod.WING uw-001
2. Paraurti anteriore ss-001
3. minigonne ss-002
4. Paraurti posteriore ss-003
5. alettone posteriore ss-2003

HONDA S2000 L.E. (serie limitata)

Lanciata commercialmente nel 1999 in occasione del 50º anniversario di casa Honda, la S2000 si presenta come una vettura progettata per trasmettere al guidatore una perfetta intesa con l’insieme telaio-propulsore, unita al piacere di guidare a capote scoperta. Progettata senza far riferimento ad alcun veicolo Honda di produzione in serie, ma molto simile alla Mazda RX-8, la S2000 deve molto all’esperienza del costruttore giapponese nel mondo delle competizioni automobilistiche.

Articolo
1. K it aerodinamico s2000
“13 th Limited edition”
(il kit non include
il cofano motore) S-2000-LE

HONDA S2000

Lanciata commercialmente nel 1999 in occasione del 50º anniversario di casa Honda, la S2000 si presenta come una vettura progettata per trasmettere al guidatore una perfetta intesa con l’insieme telaio-propulsore, unita al piacere di guidare a capote scoperta. Progettata senza far riferimento ad alcun veicolo Honda di produzione in serie, ma molto simile alla Mazda RX-8, la S2000 deve molto all’esperienza del costruttore giapponese nel mondo delle competizioni automobilistiche.

Articolo Cod.
1. F laps aerodinamici
“mod. S2000” H-001
1. labbro anteriore H-002
3. minigonne H-003
4. dam posteriori H-004
5. spoiler posteriore H-005
6. modifica cofano
“mod. CHD2” U -1100/2

LANCIA YPSILON

ll frontale viene caratterizzato da una grande calandra cromata a duo lobi con marchio inglobato nella parte superiore, la fanaleria arcuata viene posta agli estremi dell’anteriore, i paraurti vengono caratterizzati dalla presenza di un fascione non vernicato applicato al di sopra delle prese d’aria nei quai troviamo i fendinebbia (nelle versioni di punta). Lungo la fiancata predomina una leggera nervatura che dona slancio all’auto, le cornici della vetratura sono cromate sulle versioni di punta. La coda dispone di gruppi ottici verticali che culminano nei paraurti e si integrano nei parafanghi. Il portellone presenta un lunotto di piccole dimensioni che limita la fisibilità ma viene impreziosito dal fascione cromato presente sopra la zona porta-targa.

Articolo Cod.
1. Paraurti anteriore Y-001
2. minigonne Y-002
3. paraurti posteriore Y-003
4. spoiler posteriore Y-2003

MINI ONE, COOPER, S

La nuova vettura fonde i tre archetipi del corpo umano: un solido corpo maschile, sensuali curve femminili e persino alcuni elementi arrotondanti tipicamente infantili”. Ai primi due spetta l’attirare il pubblico maschile, al terzo di conquistare quello femminile. Originale è anche l’interno della nuova Mini, sebbene la strumentazione e i comandi siano ispirati al vecchio abitacolo. Fa discutere la distribuzione e lo sfruttamento degli spazi interni poiché la nuova Mini, pur presentata come una 4 posti è una 2+2. Poche le soluzioni studiate per migliorarne il comfort del passeggero che paradossalmente è il vero punto d’incontro con la progenitrice Mini, nonostante una maggior lunghezza ed ingombro. Moderna è la razionalità diffusa a ogni livello, tesa ad evolvere la Mini degli anni sessanta, ma anche a renderla più esclusiva, d’élite.

Articolo Cod.
1. Mascherina anteriore MC-001/01
2. paraurti anteriore MC-001
3. minigonne MC-002
4. paraurti posteriore MC-003
5. alettone posteriore
“mod. TWIN EVO” MC-2003

MINI mod.“Q-Tech”

La nuova vettura fonde i tre archetipi del corpo umano: un solido corpo maschile, sensuali curve femminili e persino alcuni elementi arrotondanti tipicamente infantili”. Ai primi due spetta l’attirare il pubblico maschile, al terzo di conquistare quello femminile. Originale è anche l’interno della nuova Mini, sebbene la strumentazione e i comandi siano ispirati al vecchio abitacolo. Fa discutere la distribuzione e lo sfruttamento degli spazi interni poiché la nuova Mini, pur presentata come una 4 posti è una 2+2. Poche le soluzioni studiate per migliorarne il comfort del passeggero che paradossalmente è il vero punto d’incontro con la progenitrice Mini, nonostante una maggior lunghezza ed ingombro. Moderna è la razionalità diffusa a ogni livello, tesa ad evolvere la Mini degli anni sessanta, ma anche a renderla più esclusiva, d’élite.

Articolo Cod.
1. Mascherina anteriore QMC-001/01
2. paraurti anteriore QMC-001
3. fianchetti laterali porte QMC-002/1
4. minigonne QMC-003
5. paraurti posteriore QMC-2003
6. alettone posteriore
“mod. SPORT” QMC-2004
7. Kit passaruota allargati QMC-005
8. Presa d’aria cofano

NISSAN 350 Z

La 350Z seconda versione ha un motore V6, di 3,5 litri di cilindrata, con 24 valvole, che sviluppa 300 cavalli a 6400 giri/min (velocità massima 250 km/h con 0-100 in 5,8 secondi), mentre la versione precedente aveva 280 cavalli, ha una coppia di 353 Nm e passa da 0-100 in circa 6,3 secondi con una velocità massima di 250 km/h. Il motore è noto anche come VQ35DE, la distribuzione del peso tra anteriore/posteriore è di 53/47, ed è quindi un’auto dall’animo sportivo, capace di regalare grandi emozioni, grazie anche alla trazione posteriore e ad una guida facile.

Articolo Cod.
1. Paraurti anteriore 350-001
2. minigonne 350-002
3. Paraurti posteriore 350-003
4. alettone posteriore 350-2003

MAZDA RX-8
Presentata allo stadio di concept car nel 2001 al Salone dell’auto di New York la vettura esibisce un’innovativa carrozzeria coupé dotata di quattro porte con le ultime due apribili controvento per facilitare l’accesso ai posti posteriori, essendo configurata secondo lo schema di 2+2 posti a sedere. Il telaio era una versione allungata e rivista della piattaforma della roadster MX-5 Miatamentre il motore adottato era un innovativo propulsore Wankel di soli 1.300 centimetri cubi, aspirato, con potenza compresa tra i 220 e i 240 cavalli. Il prototipo fu ben accolto dal pubblico ma gli appassionati giapponesi, dopo l’esposizione al Salone di Tokio dove hanno avuto modo di toccarla e provarla, non ritennero la vettura una degna erede della RX-7 a causa del pianale e del motore aspirato (la RX-7 era dotata di turbocompressore) e il progetto venne sospeso e in seguito rielaborato.

Articolo Cod.
1. alettone posteriore R X8-2010

MUSTANG
La Ford Mustang è un’autovettura sportiva statunitense prodotta dalla Ford Motor Company dal 1964.Si tratta di uno dei prodotti più venduti dell’industria automobilistica mondiale, imitata da molti costruttori e tuttora in produzione. La sua struttura originaria derivava dalla Ford Falcon. Fortemente voluta dal manager della società dell’epoca Lee Iacocca, poteva essere considerata una piccola muscle carequipaggiata di un motore da 2,8 L di cilindrata, erogante una potenza di 105 CV (78 kW). Il modello S-197 venne presentato al North American Auto Show del 2004, come model year 2005. Questa Mustang era un modello completamente riprogettato ed utilizzava il pianale D2C come base. Il design dell’auto era stato affidato a Sid Ramnarace che si ispirò alle Mustang degli anni sessantarealizzando uno stile che il vice presidente della Ford, J. Mays, definirà come retro-futurismo. Il modello base montava il motore da 210 hp (156 kW) V6 della Ford Cologne. La GT invece era dotata di un V8 da 300 hp (224 kW) da 4,6 L (280in3) tre valvole con apertura variabile. La trazione restava posteriore e offriva miglioramenti nella maneggevolezza e nella guida. Grazie alla tecnologia CAD la rigidità del telaio era stata incrementata del 100 per cento rispetto ai modelli precedenti. Migliorate anche la qualità delle finiture e della costruzione.
OPEL CORSA C

In effetti, la Corsa C, ossia la nuova versione introdotta sul mercato alla fine del 2000 mostrava un corpo vettura non di certo rivoluzionario, in quanto basato sulle stesse forme ed impostazioni del modello precedente, ma con una rivisitazione stilistica completa ed una completa revisione della gamma dei motori, ulteriormente potenziata. Come da obiettivi iniziali, la nuova Corsa ottiene 4 stelle di sicurezza nei crash test EuroNCAP e ADAC. Ma la Corsa C era anche più grande e spaziosa, essendo cresciuta di oltre 10 cm. Non si trattò, pertanto di un semplice restyling, ma di un modello completamente nuovo, anche se basato su simili impostazioni del corpo vettura. Stilisticamente le variazioni più evidenti erano nel frontale, che sfoggiava due nuovi fari a forma di mezzaluna e posteriormente, dove i precedenti gruppi ottici ovoidali lasciavano il posto a nuovi fari a sviluppo verticale sistemati sui montanti posteriori.

Articolo Cod.
1. Paraurti anteriore OCC-001
2. minigonne OCC-002
3. paraurti posteriore OCC-003
4. alettone posteriore
“mod. tw in” OCC-1018
5. modifica cofano
“mod. CHD2” U -1100/2

OPEL TIGRA

La linea della Tigra, molto sinuosa e scattante, unita a prestazioni brillanti e a costi di esercizio relativamente abbordabili, la resero una delle vetture preferite dal pubblico giovanile. L’unico neo, come su tutte le coupé, specialmente quelle di taglia piccola, era l’abitabilità posteriore. La Tigra infatti aveva l’omologazione per i passeggeri posteriori per un’altezza fino a 1,60. Rispetto al modello 1.4, il 1.6 montava di serie specchietti retrovisori riscaldati e regolabili elettronicamente.

Articolo Cod.
1. L abbro anteriore OT-001
2. alettone posteriore OT-2003
3. Modifica cofano
“mod . CH2” U -1100/2

OPEL ZAFIRA

La Zafira si proponeva quindi come concorrente della Scénic, ma rispetto a quet’ultima era più lunga di circa 25 cm e le maggiori dimensioni (paragonabili a quelle della Renault Espace prima serie) consentivano di offrire alcune cose in più: prima di tutto i sette posti disposti su tre file; in secondo luogo i sedili delle ultime file potevano essere piegati e fatti scomparire nel pavimento della vettura, assieme o individualmente, per aumentare il volume del bagagliaio. Questo sistema, chiamato “Flex 7”, all’epoca era considerato rivoluzionario; in altre monovolume era necessario infatti rimuovere fisicamente i sedili inutilizzati per fare spazio nel bagagliaio. Sistemi analoghi erano comunque già presenti in altri veicoli coevi come la Mitsubishi Space Wagon seconda serie, anch’essa una rivale di riferimento per la Zafira.

Articolo Cod.
1. Mascherina anteriore OZ-001/1
2. Scudo Paraurti anteriore OZ-001
3. minigonne OZ-002
4. SottoParaurti posteriore OZ-003
5. spoiler posteriore OZ-2003

OPEL D

La nuova Corsa D è completamente diversa in tutto rispetto all’uscente Corsa C: più grande come dimensioni, più ricca come dotazione e forte di uno styling che non ha niente a che vedere con il vecchio modello. Le linee sono decisamente curvilinee, ma definirle arrotondate non sarebbe esatto: il termine più adatto è “sinuose”, poiché esprimono un forte dinamismo, visibile specialmente nella versione a 3 porte che anche in questa nuova serie differisce da quella a 5 porte nella parte posteriore. Gli stessi gruppi ottici, sia anteriori che posteriori, propongono un disegno inedito.
Nettamente diverse dal punto di vista estetico le carrozzerie a tre e cinque porte: quasi una coupé simil Astra la prima, con vetri posteriori piccolissimi, quasi ad oblò, più classica e da famiglia la seconda, con la coda diversa dalla prima anche nei fanali. Quest’ultima risulta anche essere più larga di tre cm rispetto alla versione tre porte.

Articolo Cod.
1. Spoiler anteriore 0C-4001
2. minigonne 0C-4002
3. SottoParaurti posteriore 0C-4003
4. alettone posteriore 0C-42003

PEUGEOT 206 WRC

Esteticamente la 206 dà un taglio netto e deciso con la precedente produzione Peugeot: le sue linee, scaturite dalla mente e dalla matita del designer di origini turche Murat Günak, sono molto più moderne di quelle di qualunque Peugeot esistente al momento del debutto della 206 stessa. Molto più morbide e levigate, non più tese e squadrate come quelle delle varie 306 e 406. Il frontale, per cominciare, era inconfondibilmente caratterizzato da grossi gruppi ottici appuntiti a sviluppo diagonale. La 206 è stata poi la prima ad adottare il frontale con la presa d’aria a forma di grande bocca, un elemento che avrebbe caratterizzato gran parte della produzione Peugeot dei successivi dieci anni, e che sulla 206 era proposta in due differenti disegni a seconda del modello.

Articolo Cod.
1. cover cofano motore
CHD EVO* P-1WRC/EVO
2. dam anteriori+posteriori P-2WRC
3. kit passaruota allargati* p-3WRC
4. minigonne* p-4WRC
5. alettone posteriore* p-5WRC
* compatibile con tutte le versioni di 206 3 porte

PEUGEOT 206 mod.“Natan”

La 206 dà un taglio netto e deciso con la precedente produzione Peugeot: le sue linee, scaturite dalla mente e dalla matita del designer di origini turche Murat Günak, sono molto più moderne di quelle di qualunque Peugeot esistente al momento del debutto della 206 stessa. Molto più morbide e levigate, non più tese e squadrate come quelle delle varie 306 e 406. Il frontale, per cominciare, era inconfondibilmente caratterizzato da grossi gruppi ottici appuntiti a sviluppo diagonale. La 206 è stata poi la prima ad adottare il frontale con la presa d’aria a forma di grande bocca, un elemento che avrebbe caratterizzato gran parte della produzione Peugeot dei successivi dieci anni, e che sulla 206 era proposta in due differenti disegni a seconda del modello.

Articolo Cod.
1. Mascherina anteriore* P-206-001/1
2. cover cofano motore
CHD3* P-206-1100/3
3. Paraurti anteriore** N -206-001
4. Paraurti posteriore** N -206-002
5. kit passaruota allargati* CC-206-003
6. minigonne* N -206-004
7. prese d’aria laterali
CC Dynamic N -206-005
8. alettone posteriore* P-5WRC
9. alettone posteriore CC CC-206-005
* compatibile con tutte le versioni di 206
**disponibile anche senza allargamenti
(cod. da aggiungere-S.A) abbinabile
alle minigonne art. P-4WRC S.A

PEUGEOT 206 mod.“Natan CC”

Introdotta alla fine del 2000, la 206 CC è stata la versione “scoperta” della 206, quella chiamata a raccogliere l’eredità della mitica 205 Cabrio. Ma questa volta, la Casa francese ha voluto proporre una vera chicca, che veniva anticipata già dalla denominazione: CC, infatti stava per coupé-cabriolet, una sigla che indicava la doppia natura della vettura in questione, vale a dire un tetto in metallo ripiegabile elettricamente all’interno di un apposito vano ricavato nel portabagagli, grazie al quale la 206 CC poteva trasformarsi da coupé a cabriolet e viceversa nel giro di una manciata di secondi.

Articolo Cod.
1. Mascherina anteriore* P-206-001/1
2. cover cofano motore
CHD3* P-206-1100/3
3. Paraurti anteriore** N -206-001
4. Paraurti posteriore** N -206-002
5. kit passaruota allargati* CC-206-003
6. minigonne* N -206-004
7. prese d’aria laterali
CC Dynamic N -206-005
8. alettone posteriore* P-5WRC
9. alettone posteriore CC CC-206-005
* compatibile con tutte le versioni di 206
**disponibile anche senza allargamenti
(cod. da aggiungere-S.A) abbinabile
alle minigonne art. P-4WRC S.A

PEUGEOT 206 CC, GTI, XS

Introdotta alla fine del 2000, la 206 CC è stata la versione “scoperta” della 206, quella chiamata a raccogliere l’eredità della mitica 205 Cabrio. Ma questa volta, la Casa francese ha voluto proporre una vera chicca, che veniva anticipata già dalla denominazione: CC, infatti stava per coupé-cabriolet, una sigla che indicava la doppia natura della vettura in questione, vale a dire un tetto in metallo ripiegabile elettricamente all’interno di un apposito vano ricavato nel portabagagli, grazie al quale la 206 CC poteva trasformarsi da coupé a cabriolet e viceversa nel giro di una manciata di secondi.

Articolo Cod.
1. Mascherina anteriore P-206-001/1
2. cover cofano motore
CHD2* P-1WRC
3. paraurti anteriore* P-206-001
4. paraurti posteriore* P-206-002
5. kit passaruota allargati P-206-003
6. minigonne* P-206-004
7. alettone posteriore
“Wing special edition” CC-2100/EVO
* compatibile con tutte le versioni di 206 3 porte

PEUGEOT 206 GTI, XS

La 206 dà un taglio netto e deciso con la precedente produzione Peugeot: le sue linee, scaturite dalla mente e dalla matita del designer di origini turche Murat Günak, sono molto più moderne di quelle di qualunque Peugeot esistente al momento del debutto della 206 stessa. Molto più morbide e levigate, non più tese e squadrate come quelle delle varie 306 e 406. Il frontale, per cominciare, era inconfondibilmente caratterizzato da grossi gruppi ottici appuntiti a sviluppo diagonale. La 206 è stata poi la prima ad adottare il frontale con la presa d’aria a forma di grande bocca, un elemento che avrebbe caratterizzato gran parte della produzione Peugeot dei successivi dieci anni, e che sulla 206 era proposta in due differenti disegni a seconda del modello.

Articolo Cod.
1. Cover cofano motore
CHD2* P-1WRC
2. labbro anteriore P-206-001
3. sottoparauto posteriore P-206-002
4. kit passaruota allargati* P-3WRC
5. minigonne* P-4WRC
6. alettone posteriore* P-5WRC
* compatibile con tutte le versioni di 206 3 porte

PEUGEOT 207

Il frontale della 207 è molto aggressivo e caratterizzato in primis dai lunghi ed affilati gruppi ottici che si protendevano all’indietro fino a pochi centimetri dalla base del parabrezza. La caratteristica “bocca” frontale, poi, era differente a seconda che la vettura fosse a tre o a cinque porte. Mentre nel primo caso era più grande e dotata di una grigliatura più aggressiva, nella versione a cinque porte era meno ostentata, leggermente più piccola (ma sempre ben evidente). In entrambi i casi erano presenti i fendinebbia (non previsti nelle versioni di base), ma sistemati diversamente. Le differenze tra tre e cinque porte erano visibili anche nella vista laterale, e specialmente nella zona posteriore, dove diverso era il disegno dei finestrini posteriori, più arrotondati per la tre porte e tendenti al quadrangolare per la cinque porte. Comuni alle due configurazioni erano alcune chicche come la già citata soluzione dell’indicatore di direzione laterale sotto lo specchietto retrovisore esterno, alla base del montante.
Nettamente diverse dal punto di vista estetico le carrozzerie a tre e cinque porte: quasi una coupé simil Astra la prima, con vetri posteriori piccolissimi, quasi ad oblò, più classica e da famiglia la seconda, con la coda diversa dalla prima anche nei fanali. Quest’ultima risulta anche essere più larga di tre cm rispetto alla versione tre porte.

Articolo Cod.
1. Cover cofano motore 207-001/1
2. Paraurti anteriore 207-001
3. Minigonne 207-002
4. Paraurti posteriore 207-003
5. A lettone posteriore 207-2003

PORSCHE CAYENNE MK I

A dispetto della filosofia estremamente sportiva, Cayenne è un prodotto adatto a un uso fuoristradistico impegnativo, con soluzioni tecniche che, parimenti al Touareg (ma non al Q7 che non possiede differenziali bloccabili al 100% e marce ridotte), garantiscono estrema motricità su ogni terreno.Nettamente diverse dal punto di vista estetico le carrozzerie a tre e cinque porte: quasi una coupé simil Astra la prima, con vetri posteriori piccolissimi, quasi ad oblò, più classica e da famiglia la seconda, con la coda diversa dalla prima anche nei fanali. Quest’ultima risulta anche essere più larga di tre cm rispetto alla versione tre porte.

Articolo Cod.
1. Paraurti anteriore PCY-001
2. minigonne PCY-002
3. paraurti posteriore PCY-003

PORSCHE 996 ‘96, ‘01

La 996 ha portato grandi cambiamenti rispetto alle 911 precedenti: è stata la prima ad essere dotata di un motore raffreddato ad acqua nonché della distribuzione a quattro valvole per cilindro, ha una linea esterna ed un abitacolo completamente ridisegnati ed un più alto livello di comfort.

Articolo Cod.
1. Spoiler SottoParaurti
anteriore P-996-001
2. minigonne P-996-002
3. sottoparauto posteriore P-996-003
4. spoiler lunotto P-996-004
5. spoiler posteriore
maggiorato P-996-005
(in sosotituzione dell’originale)

RENAULT CLIO mod.“Razzo”

La seconda generazione della Clio è immediatamente riconoscibile per la nuova carrozzeria più tondeggiante della precedente.
Nel 2001 un deciso restyling, con un nuovo frontale più aggressivo e un interno completamente rivisto e meglio rifinito. Anteriormente si ha una nuova calandra e nuovi gruppi ottici di forma triangolare e molto appuntita verso l’alto. Posteriormente i gruppi ottici rimangono della medesima forma, ma ne vengono ridisegnati gli inserti all’interno delle plastiche.

Articolo Cod.
1. Paraurti anteriore R C-001R
2. minigonne RC-002R
3. paraurti posteriore R C-003R
4. alettone posteriore
“mod. Sport” R C-2003R
5. modifica cofano
“mod. Wing” U W-001

SEAT IBIZA mod.“Zaku”

Nel 2002 è stata introdotta la terza serie della Ibiza, sempre creata sul pianale della Volkswagen Polo sua contemporanea (giunta alla quarta serie), caratterizzata da un aspetto molto sportivo dovuto al disegno di Walter Dè Silva (ex designer Alfa Romeo), basato su linee arrotondate, particolari nei fanali e sul cofano, che ha caratterizzato il family feeling delle Seat anni 2000 e che fu introdotto solo l’anno prima in scala leggermente minore sulla più piccola Arosa. L’auto è lunga 395 cm sia nella versione a tre che a cinque porte ed è stata presentata al Motor Show di Bologna nel dicembre 2001.

 

Articolo Cod.
1. L ama SottoParaurti
anteriore SZ-2100
2. paraurti anteriore SZ-001
3. minigonne SZ-002
4. paraurti posteriore SZ-003
5. alettone posteriore
“mood. sport” SZ-2003
6. modifica cofano
“mood. Wing” U W-001

SEAT ALTEA

L’Altea ha debuttato nel 2004, con uno stile inconsueto a metà strada tra una monovolume e una berlina sportiva, definita dalla stessa Seat come “MSV”, ovvero Multi Sport Vehicle. Adesso è stata ben recepita ed ha un discreto successo, e sul suo pianale, lo stesso della Audi A3, sono nate le nuove generazioni di SEAT Toledo e SEAT Leon. Oltre allo stile sportivo l’Altea ha anche un comportamento stradale fuori dalla norma per un MPV: il piacere di guida è pari a quello di una segmento C sportiveggiante. Sul punto della sicurezza, ottiene le 5 stelle EuroNCAP.

Articolo Cod.
1. Mascherina anteriore SA-001/1
2. spoiler SottoParaurti
anteriore SA-001
3. minigonne SA-002
4. spoiler SottoParaurti
posteriore SA-003
5. spoiler posteriore SA-2003

TOYOTA CELICA ‘94 R

La sesta generazione (denominata anche T20) è rimasta in produzione dal 1994 al 1999 ed anche questa è entrata nella storia del Rally. Il modello di punta della serie è rappresentato dalla versione da 2000cc sovralimentato da 242 cavalli, chiamato Celica GT-Four.

Articolo Cod.
1. L abbro anteriore DTM C4-01

VOLKSWAGEN GOLF 4

La fine del 1997 segna l’inizio della commercializzazione della nuova Golf, giunta alla quarta generazione. Si tratta di un modello completamente nuovo ma non lo si può definire innovativo, quantomeno sotto il profilo estetico; vengono ripresi infatti in buona parte i tratti della fortunata serie precedente (fari anteriori e posteriori sono infatti molto simili), ma scompare la scalfittura laterale e gli indicatori di direzione anteriori integrati nel paraurti, elementi che fino ad allora avevano caratterizzato il popolare modello della casa di Wolfsburg.

 

Articolo Cod.
1. Scudo paraurti
anteriore VW-001
2. minigonne VW-002
3. SottoParaurti posteriore VW-003
4. alettone posteriore “EVO” VW-2003
5. cofano motore
“Wing. Evo” U W-001/EVO

VOLKSWAGEN GOLF 4 EVO

La fine del 1997 segna l’inizio della commercializzazione della nuova Golf, giunta alla quarta generazione. Si tratta di un modello completamente nuovo ma non lo si può definire innovativo, quantomeno sotto il profilo estetico; vengono ripresi infatti in buona parte i tratti della fortunata serie precedente (fari anteriori e posteriori sono infatti molto simili), ma scompare la scalfittura laterale e gli indicatori di direzione anteriori integrati nel paraurti, elementi che fino ad allora avevano caratterizzato il popolare modello della casa di Wolfsburg.

 

Articolo Cod.
1. Paraurti anteriore VW-001E
2. minigonne VW-002
3. Paraurti posteriore VW-003E
4. modifica cofano
“Mod.Wing” U W-001

VOLKSWAGEN GOLF 5

La quinta serie della Golf condivide (quasi) tutti i suoi motori con la cugina Audi A3. Caratteristico il motore TDI a iniettore pompa, soluzione fino ad ora sviluppata solo dal gruppo Volkswagen. La Golf è disponibile anche con la trazione integrale 4motion. Nel maggio 2007 è stata presentata la versione Variant, che differisce con la berlina solo per le dimensioni più imponenti oltre che ovviamente per la linea della coda da station wagon (anche se l’auto deriva dalla Jetta).

Articolo Cod.
1. Paraurti anteriore VW5-001
2. minigonne VW5-002
3. Paraurti posteriore VW5-003
4. A lettone posteriore “EVO” VW5-2003